Una produzione ART-U · Monologo teatrale

Femmina Schultora

Racconto vasariano di una “femmina schultora”. Properzia de’ Rossi torna in scena attraverso una storia di lavoro, talento e libertà.

Fotografia di scena di Femmina Schultora

Lo spettacolo

Nel Rinascimento, una scultrice rompe un divieto non scritto. Attraverso la testimonianza di Giorgio Vasari, il testo di Marco Caroccia interroga i racconti tramandati su Properzia de’ Rossi e le restituisce una voce propria.

Sinossi completa

Quasi nulla si sa su Properzia De Rossi – prima donna scultrice d’Europa – se non che era una donna con un talento eccezionale, tanto eccezionale da entrare di diritto – sin dalla prima edizione – ne "Le Vite" di Giorgio Vasari. Donna di c apriccioso e destrissimo ingegno , si narra che fosse capace di intagliar noccioli di pesche, i quali sì bene e con tanta pazienza lavorò, che fu cosa singulare e maravigliosa il vederli . Ma a parte i pochissimi documenti storici (alcune carte processuali risalenti a un diverbio con un certo Da Milano e un alterco con Miola) e la testimonianza del Vasari, non ci è giunto altro se non un nocciolo – incastonato in un reliquiario – e la celebre Formella di marmo – di cui il Vasari ci racconta nelle vite – che ritrae un famoso episodio biblico: fece la moglie del maestro di casa di Faraone, che innamoratasi di Giosep, quasi disperata del tanto pregarlo, all’ultimo gli toglie la veste d’attorno con una donnesca grazia e più che mirabile. All'interno di questo vuoto storico/documentativo il testo di Marco Caroccia, interpretato da Virginia Billi e musicato da Riccardo Caroccia, costruisce un arco narrativo che attraversa i punti cruciali della vita dell'artista. Vasari, come molti altri autori in seguito, scriverà dell'amore di Properzia per un giovane uomo che la rifiutò – causa, secondo loro, del repentino abbandono dell'arte della scultura da parte dell'artista – e il cui difficile rapporto – sempre secondo Vasari e gli autori successivi – Properzia immortalò nel marmo della formella e nella moglie di Putifarre che cerca disperatamente di afferrare Giuseppe. Tale punto di vista non sembra avvalorato dalle interpretazioni più moderne delle fonti storiche, che non portano traccia di questo tipo di amore non corrisposto. La figura romantica della donna, che soffre d'amore fino ad annullare se stessa, proposta dal Vasari e dagli autori successivi diventa quindi una gabbia per la memoria dell'artista. Il personaggio proposto dalla Compagnia cerca di liberarsi da questa gabbia e ci ricorda che il motore di ogni essere umano che si rende protagonista di opere straordinarie, quasi mai è circoscrivibile al singolo evento o sentimento. In questo senso, lei stessa ci propone un'interpretazione alternativa della famosa frase del Vasari "ogni cosa le riuscì perfettissimamente, eccetto il suo infelicissimo amore" dando alla parola Amore un contesto molto più ampio.

In scena e informazioni

Con Virginia Billi
Regia Virginia Billi
Testo Marco Caroccia
Musiche originali Riccardo Caroccia

Formato Monologo / teatro di narrazione
Durata 65 minuti
Pubblico adulti; consigliato anche per scuole superiori dai 14 anni
Spazio minimo indicato 6 × 8 m, adattabile. Ogni ospitalità va valutata con la compagnia.

Fotografie di scena

Selezione dall’archivio fotografico ART-U già caricato sul sito.

Scena di Femmina Schultora, fotografia 1
Scena di Femmina Schultora, fotografia 2
Scena di Femmina Schultora, fotografia 3

La galleria completa

Materiali e ospitalità

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Una presentazione del progetto Teatro in Villa documenta un contesto di ospitalità.